I sindacati (tranne Gilda) sottoscrivono CCNI definitivo che definisce i criteri di ripartizione del Fondo per il Miglioramento dell’Offerta Formativa per l’anno scolastico 2025/2026.
L’ACCORDO, SIGLATO PRESSO IL MIM , METTE A DISPOSIZIONE DELLE ISTITUZIONI SCOLASTICHE UN TOTALE DI 847 MILIONI E 360 MILA EURO
La distribuzione delle risorse
La parte più grande, 559,5 milioni di euro, va al FIS, destinato a finanziare le attività legate all’offerta formativa e alla formazione del personale.
A questo importo vanno aggiunti 130,7 milioni di euro per la Valorizzazione del personale scolastico (l’ex “bonus” del merito). L’80% di questi fondi sarà distribuito in base al numero di posti in organico di ciascuna scuola, mentre il restante 20% terrà conto di fattori di complessità come la percentuale di alunni con disabilità, la presenza di studenti stranieri, il numero medio di alunni per classe e la collocazione in aree montane o nelle piccole isole.
Le voci principali del Fondo nel dettaglio:
17,1 milioni di euro per le attività complementari di educazione fisica, con un’attenzione particolare all’avviamento alla pratica sportiva nelle scuole secondarie di primo e secondo grado. Le scuole potranno organizzare progetti di alfabetizzazione motoria anche per la primaria.
45,2 milioni per le funzioni strumentali al Piano dell’Offerta Formativa, gli incarichi che i docenti assumono per coordinare aree strategiche della vita scolastica (come il sostegno agli alunni con disabilità, l’orientamento, o i rapporti con il territorio). Le risorse saranno distribuite tra tutte le scuole, con un’attenzione particolare alle 8.694 sedi con maggiore complessità organizzativa.
34,6 milioni per gli incarichi specifici del personale ATA (amministrativo, tecnico e ausiliario), destinati a remunerare prestazioni aggiuntive o attività particolarmente impegnative, come l’assistenza agli alunni con disabilità e il primo soccorso.
30 milioni per le ore eccedenti di insegnamento, necessarie per sostituire i colleghi assenti.
29 milioni per la valorizzazione della professionalità docente e per incentivare la continuità didattica in zone disagiate, comprendendo al loro interno i 6 milioni di “Agenda Sud” per le regioni del Mezzogiorno e i 3 milioni per la continuità didattica nelle piccole isole.
Il contratto dedica particolare attenzione alle scuole situate in contesti svantaggiati. Viene confermata l’indennità per i docenti delle piccole isole (3 milioni di euro), distribuita in proporzione al numero di studenti frequentanti i plessi interessati.
Un’altra risorsa di 20 milioni è invece destinata alle istituzioni scolastiche con un indicatore di complessità socio-economica e culturale pari o superiore al 44%, calcolato sulla base di variabili come lo status sociale ed economico delle famiglie, il tasso di dispersione scolastica, la presenza di alunni stranieri e il turn-over del personale.
Per Agenda Sud, i 6 milioni stanziati saranno suddivisi a metà: per premiare i docenti a tempo indeterminato che hanno garantito la permanenza nella stessa scuola nell’ultimo triennio, l’altra per ampliare l’offerta formativa attraverso progetti specifici, anche extracurricolari.
Le novità
indennità di disagio per gli assistenti tecnici del primo ciclo (scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado), che saranno utilizzati su più plessi: l’importo varia da 350 a 800 euro lordi dipendente (da 464 a 1.061 euro lordi Stato) a seconda del numero di plessi affidati.
incrementata la parte variabile dell’indennità di direzione per i DSGA, con nuovi parametri economici che vanno da 715 a 1.342 euro annui lordi a seconda della tipologia di istituto (aziende agrarie, convitti, istituti verticalizzati, ecc.).
Sono confermate le risorse per il bilinguismo in Friuli-Venezia Giulia (156.877 euro) e per i turni notturni e festivi nei convitti e negli educandati (circa 1,98 milioni).
L’accordo prevede che eventuali risorse non utilizzate dalle singole scuole possano essere oggetto di ulteriore contrattazione di istituto, anche per finalità diverse da quelle originarie, e che le parti si incontreranno in un tavolo tecnico per risolvere eventuali problemi applicativi.