«IL DIMENSIONAMENTO HA PRODOTTO IN PUGLIA SCUOLE CON 1.800 ALUNNI E SENZA IL CORRISPETTIVO ORGANICO»
Masciale (segretario regionale dello Snals – Confsal): chi lavora è lasciato solo a gestire complessità crescenti
Il sindacato si conferma oggi come l’unico presidio stabile a tutela dei lavoratori della scuola e della qualità del servizio pubblico.
La sua azione sindacale è fondamentale per affrontare le contraddizioni normative, i risparmi strutturali e le riforme incomplete che schiacciano il sistema scolastico italiano.
«La scuola è il cuore della democrazia – afferma Vito Masciale, Segretario Regionale dello Snals Confsal Puglia- e quando si indeboliscono i diritti di chi lavora, si indebolisce l’intero sistema Paese. Non si può continuare a fingere che le scuole di oggi siano quelle di vent’anni fa: chi lavora negli istituti è lasciato solo a gestire numeri e complessità crescenti».
Il dimensionamento scolastico ha prodotto in Puglia istituti che superano i 1.700-1.800 alunni, senza un adeguamento proporzionale degli organici. Le tabelle del personale ATA risultano ormai superate: oltre i 1.000 alunni nelle secondarie e i 1.200 negli altri ordini, non è previsto alcun incremento di collaboratori scolastici, nonostante l’aumento dei carichi di lavoro e delle responsabilità.
Per il 2026, l’organico di diritto ATA resta fermo a 14.044 unità. I tagli sono stati solo temporaneamente evitati grazie ai posti in deroga, ma il rischio strutturale permane. Il DPR n. 119/2009, che disciplina le dotazioni, non prevede aumenti proporzionali oltre i 1.200 alunni, producendo effetti distorsivi sulla sicurezza e sull’organizzazione del lavoro e, quindi, si rende necessario un aggiornamento.
«Il sindacato ha impedito che il dimensionamento diventasse un disastro occupazionale- evidenzia Masciale – ma senza una riforma vera degli organici il problema viene solo rimandato. Qui non si parla di privilegi, ma di stipendi, di diritti minimi e di rispetto per chi garantisce il funzionamento quotidiano delle scuole».
La politica del risparmio continua a colpire duramente la scuola. Nonostante sentenze favorevoli, il Mef continua a negare la Carta del Docente ai supplenti, mentre l’ultima legge di bilancio ha reso l’importo variabile e incerto. Critica anche la gestione delle supplenze brevi, con pagamenti spesso posticipati di mesi
Il precariato resta una delle principali anomalie del sistema scolastico italiano, in contrasto con le direttive europee. A ciò si aggiungono il calo demografico e la dispersione scolastica: in Puglia, nel 2024, 38.000 studenti hanno abbandonato la scuola.
«Senza stabilità lavorativa non c’è continuità didattica- precisa Masciale- e senza continuità cresce la dispersione e diminuisce la serietà dell’istruzione».
Il tema della sicurezza del personale è altrettanto preoccupante: le aggressioni a docenti e ATA sono ormai un fenomeno ricorrente. La legge n. 25/2024 ha introdotto nuove tutele ma l’Osservatorio Nazionale previsto dalla legge non è ancora operativo. In questo vuoto, lo Snals ha promosso azioni concrete di prevenzione e supporto siglando un Protocollo d’intesa con l’Associazione Gens Nova OdV, finalizzato a monitorare, prevenire e tutelare gli episodi di violenza.
I dati Ocse e Eurydice confermano inoltre una realtà allarmante: gli stipendi dei docenti italiani rimangono tra i più bassi d’Europa, con una perdita di potere d’acquisto del 4,4% negli ultimi dieci anni. «Restituire autorevolezza alla scuola passa inevitabilmente da un aumento strutturale delle retribuzioni – sottolinea Masciale – senza riconoscimento economico e sociale, il sapere perde centralità e la funzione educativa viene marginalizzata».
In vista del 2026, l’auspicio è che la scuola torni davvero al centro dell’agenda politica. «Auguro a tutte le lavoratrici e a tutti i la voratori della scuola un anno di diritti, dignità e riconoscimento conclude Masciale – e li invito a scegliere consapevolmente di aderire a un sindacato capace di fare battaglie vere, concrete e responsabili».
Aderire a un sindacato significa non essere soli, partecipare alle scelte e difendere il proprio lavoro. In un sistema complesso come quello scolastico, solo un sindacato forte e competente può continuare a rendere visibili le criticità e trasformarle in diritti concreti